lunedì 5 dicembre 2016

ADUNATA GENERALE! Partecipa e fa partecipare! É GIUNTA L´ORA DI MARCIARE!














"ADUNATA GENERALE"

Con la presente vogliamo anticipare un`invito ufficiale ai "Responsabili" di ogni - "Gruppo, Movimento e/o Partito Politico" dell`area "NazionalRivoluzionaria - NazionalPatriottica - NazionalPopolare". Un incontro, sotto i colori della bandiera che tutti ci accomuna e ci unisce.

(Potranno partecipare anche coloro che al momento, pur facendo parte della nostra grande idea d`opera e d`intrapresa - "Nazionale e Nazionalista", non militano in nessun "Gruppo, Movimento e/o Partito Politico", di cui sopra.

É giunto il momento di serrare i ranghi e di ritrovare quell`unitá politica, cui tutti noi, con grande determinazione ed energia, auspichiamo il suo compimento. 

La partitocrazia italiana, classista, lobbistica e massonica, in questi decenni, ha sempre fatto l`impossibile perché ció non avvenga, facciamo in modo e maniera di dimostrargli che questi "parassiti" hanno sempre avuto torto!

Un incontro generale, per il quale saranno inviati a tutti coloro che vi aderiranno i potenziali "Ordini del giorno".
(Gli "O.d.g.", fino all`invio del documento di partecipazione ufficiale potranno essere modificati, ampliati, ecc ecc.)

Niente e nessuno potrá contrapporsi a questo grande progetto politico se non noi stessi.

Vi chiediamo quindi, semplicemente, di mandare una semplice conferma d`adesione al progetto politico "Unitario".

(successivamente, rilevata la partecipazione della maggioranza dei Responsabili e/o Rappresentanti gli stessi, saranno, dettagliatamente, inviate tutte le informazioni necessarie riguardo il luogo, la data ed ovviamente, tutta la documentazione ufficiale inerente l`incontro.)

inviate la risposta d`adesione all`indirizzo email:
m.nd.s.p.i.f.u.l.l@gmail.com
legionazionale@gmail.com

oppure scrivendo alla pagina de:
"Partito Socialista della Nazione"


"UNITI SI VINCE!"
UNITI POSSIAMO DAVVERO CAMBIARE LE COSE






...É TEMPO DI "RISORGERE", E COME POPOLO, E COME NAZIONE!



















"Partito Socialista della Nazione"
"Forza Unitaria Lotta dei Lavoratori"
"Reparti per la Sicurezza Nazionale"

"FRONTE NAZIONALE"

...a quanto pare il Presidente - "fantasma" - della "Repubblica tecnocratica Italiana" - non vuole nella maniera piú assoluta che il Popolo Italiano scelga, una volta per tutte chi debba governare la Nazione e Riformarla. L`Italia da anni avanza con un approccio "burocratico-amministrativo", obbediente alla tecnocrazia vigente, anziché dar voce alle idee ed ai progetti politici che ogni "Movimento e/o Partito politico come si deve, ha in seno al proprio atto costitutivo.
Voce ai cittadini dunque!? Per Mattarella, sia mai!
Il "Vero Potere" sovranazionale impone che siano i suoi "servi" devoti, obbedienti, a concludere la legislatura e molto probabilmente, se le contro-riforme da esso volute non andranno in porto come si deve, anche dopo, noi Italiani, dovremo fare i conti con vere e proprie manifestazioni violente in atti di Potere "anti-democratico".

Dopo questo grande esito "Referendario", che ha portato al voto migliaia e migliaia di cittadini, al tempo delusi, dalla partitocrazia classista, lobbistica e massonica, dimostrando nei fatti, con un voto, in un vero e proprio atto di "Sfiducia" nei confronti di Renzi e della Casta partitocratica nel suo insieme; noi Popolo Italiano chiediamo di andare ad elezioni!

La politica, i Partiti Politici, proprio perché espressione di idee d`opera e d`intrapresa differenti tra di loro, ed in ragione di questa diversitá sostanziale, sono e rappresentano il fulcro, il perno, di una societá in cui vige la parola del Popolo quale ultima "politicae voluntatis".

Caro Mattarella, Presidente delle Caste, delle Lobbies, membro della massoneria internazionale, oggi potrai anche non portare il Popolo Italiano ad elezioni anticipate, ad esprimersi politicamente, nel timore che "Forze Politiche" non allineate alle volontá dei "Pochi" detentori del potere, siano d`ostacolo ai vostri meschini progetti, ma sappi, che le leggi, le Istituzioni dello Stato, sono creazione degli uomini, della loro espressa volontá e verrá dunque il giorno, molto presto, che voi non potrete piú mettervi di traverso.
A Nulla piú varranno i vostri falsi appelli alle responsabilitá contingenti e collettive in nome di un Progresso, il quale, alla luce di quanto sta accadendo alla Nazione, tutta, ed al Popolo Italiano, in veritate é un vero e proprio "Regresso" Sociale, politico ed economico.

Noi promettiamo al Popolo Italiano e a noi stessi, poiché parte integrante di esso, di "Compiere" il nostro Dovere fino in fondo, fino a quando, voi tutti, Mattarella, non sarete messi, costretti, all`angolo, proprio come sopra di un "Ring". Allora non avrete piú vie d`uscita e l`ultima cosa che vi resterá da fare, sará quella di ritirarvi dal mondo della politica, (come amate definirlo voi che ne avete fatto un mestiere anziché un ispirazione ideale), e di allontanarvi il piú possibile dalle Istituzioni dello Stato.

Avete per decenni trascinato la piú bella Nazione del Mondo, nel fango piú torbido e puzzolente, credendo di poterla fare franca, ma é finita!
I Cittadini non credono piú in nessuno di Voi, non credono piú, nella maniera piú assoluta e categorica nelle vostre "Qualifiche" e nei vostri "Titoli" Universitari, a garanzia delle vostre stesse capacitá politiche, Voi, che ricoprendovi di queste "etichette", avete spalancato le vie alla tragedia sociale, con tanto di vere Vittime.

...ben vengano, da sempre, i Cittadini onesti, lavoratori, di qualsivoglia ordine e grado, coloro che saranno in grado, poiché ricolmi d`esperienza riguardo la vita nel suo insieme, con tanto di sacrifici nel proprio "bilancio" personale, tra coloro i quali destinati a prendere tra le mani le redini della "Rinascente" Nazione.
Il "neo-Risorgimento" Italiano apre un suo nuovo "capitolo" e questa volta non ha bisogno di Martiri ed Eroi per poter cominciare la "Guerra di Popolo" ad oltranza contro lo strapotere delle Caste Partitocratiche, classiste, lobbistiche e massoniche, poiché, dopo cosí tanti sacrifici, umiliazioni subite, privazioni d`ogni genere, il Popolo Italiano é esso stesso "Eroe e Martire" con il quale, cari voi "sconfitti", avrete da fare i conti!

Mario Guido


VITTORIA!!!









VITTORIA!!!
Anche in Italia il popolo dei “fregati”, dei traditi, di chi non crede più nei partiti e nel loro sistema di gestione della cosa pubblica ha vinto. Un popolo è tornato a votare per far capire che è pronto a tornare in campo; è lo stesso popolo che ha mandato in malora tutti i partiti della prima repubblica, che ha cercato di cambiare votando i nuovi partiti, poi, ha capito che era tutto inutile e si è ritirato nel privato.
Ora c’è bisogno di idee chiare, di una proposta precisa, di un progetto unico che rimetta insieme gli Italiani qualunque sia stato il loro passato politico per salvare questa stupenda nazione abitata da un popolo che ha sempre trovato la forza di reagire.
Per fare chiarezza sulle cose elementari, bisogna capire che non ha vinto la costituzione vigente, una legge che non ha neanche la portata, per sua stessa definizione, di legge costituzionale. Infatti la Costituzione, per sua natura, deve essere per tutti i cittadini, mentre questa legge che abbiamo nasce come strumento di parte.
Dobbiamo creare uno strumento che possa riportare in Italia la politica ormai assente da vari decenni: una politica che, traendo forza da un’ampia base popolare, sappia controllare e rintuzzare gli attacchi della finanza speculativa e globalizzante, che sappia rilanciare l’economia produttiva e ricrei lo spirito di partecipazione autentica alla vita pubblica.
Il dato più importante di questo referendum è che i giovani sono tornati a votare per dire NO alla svendita del loro futuro, alla perdita di sovranità, alla necessità, per sopravvivere, di abbandonare queste terre stupende piene di storia e di cultura. E’ un segnale preciso.
Ora è nostro preciso dovere fare in modo che si possa costruire un grande movimento di incontro e di confronto per rigenerare lo spirito comunitario, ritornare a riconoscere gli autentici valori fondanti del nostro popolo, uscire dalla crisi, etica, culturale, sociale ed economica e riconquistare la sovranità perduta.
Grazie Italiani per questa grande prova di intelligenza e coraggio.
Il Fronte Nazionale è pronto, anche a sciogliersi, se necessario purchè si raggiunga lo strumento della riscossa nazionale per poi arrivare alla costruzione di una Europa vera.
Roma 5/12/16 Adriano Tilgher











venerdì 2 dicembre 2016

VENTI DI GUERRA E SOVRANITÁ PERDUTA - (Adriano Tilgher)





















Adriano Tilgher
Venti di guerra e sovranità perduta.
L’Italia vive un momento drammatico della sua storia: la nostra è una nazione in via di estinzione.
Nessun riferimento certo, nessuna prospettiva seria, nessun progetto vero per il rilancio di una nazione inebetita e disorientata e sulla nostra testa si giocano potenti e drammatiche partite criminali.
Da una parte le nostre energie più fresche e le nostre risorse più preparate emigrano in cerca di fortuna e del riconoscimento delle proprie capacità e dei propri meriti, dall’altra una turpe masnada di criminali senza scrupoli si arricchiscono con il traffico di esseri umani con la scusa di un’accoglienza pelosa e di un buonismo d’accatto.
Intanto gli imbonitori di turno che hanno costruito il ribrezzo nei confronti della figura del politico che, al contrario, dovrebbe essere l’unica via di salvezza per una nazione alla deriva, dividono il popolo italiano in giochi contrapposti su obiettivi depistanti e che aggravano la nostra dipendenza dai potentati finanziari apolidi e multinazionali.
Infatti ora ci propongono un referendum di riforma costituzionale che elimina alcune prerogative di controllo popolare, limita ulteriormente la nostra sovranità e toglie alcune importanti garanzie e su questa battaglia è iniziata la campagna terroristica come già fu per l’introduzione dell’euro.
Ci dissero che se non avessimo messo la testa nel capestro dell’euro saremmo caduti in un baratro; oggi che abbiamo il cappio al collo siamo anche in un profondo baratro.
Pure in questa circostanza, governo, confindustria, giornali, televisioni, opinionisti assoldati, Napolitano, Obama, Merkel e tutto il peggio degli anti Italiani nel mondo tentano di terrorizzarci sostenendo che se non passa questa riforma l’Italia è a rischio fallimento.
Ci credono veramente assai stupidi! Forse che gli Italiani non hanno capito di essere già a rischio fallimento? Pensano che la Brexit, di cui hanno parlato tanto male, non ci indichi una via percorribile per uscire dal tunnel?
Poi ci parlano quasi casualmente dell’invio di truppe Italiane in Lettonia, al confine russo, per rispetto del patto NATO, di un patto Nato sempre più appecoronato agli interessi strategico-militari degli USA, e ancora una volta ci prendono per stupidi.
Il patto Nato prevede un intervento in difesa delle nazioni aderenti in caso di aggressione da parte di terzi. Inoltre la tanto decantata costituzione italiana prevede l’intervento delle truppe solo per difesa essendo espressamente contraria alla guerra. Chi sta aggredendo la Lettonia? Nessuno. Non è forse il minaccioso tentativo di intimidire una nazione, la Russia, che da sola sta svolgendo una seria campagna di pulizia contro il terrorismo dell’ISIS e delle altre bande terroristiche, finanziate ed armate dall’Arabia Saudita, gli USA ed alcune nazioni dell’Europa cosiddetta occidentale?
Nessuno spiega a fondo i retroscena e la pericolosità di questa sconsiderata azione militare italiana, nessuno ci spiega che è il culmine di un crescendo spaventoso di segnali che ci portano diritti verso un conflitto nucleare. Siamo informati dei missili a testata nucleare che gli USA hanno posto in Polonia? Qualcuno scrive nei dettagli che la Russia ha montato rampe di lancio in zone da cui è facile colpire le capitali europee? Vogliamo continuare a ignorare che la Russia ha denunciato la cessazione dell’accordo per lo smaltimento del plutonio per uso militare attraverso l’utilizzo in centrali nucleari perché, mentre la Russia ha creato tali centrali, gli USA hanno solo accantonato il plutonio senza utilizzarlo nella produzione di energia come previsto nel patto? Inoltre la Russia ha posto un ultimatum per la ripresa dell’accordo che prevede, il rispetto dei termini dell’accordo stesso da parte di tutti, la fine delle sanzioni, il risarcimento del danno causato dalla loro applicazione.
Se a tutto questo aggiungiamo le notizie che vengono dalla Siria dove gli aerei USA hanno bombardato l’esercito regolare siriano uccidendo alcuni consiglieri russi, i Russi hanno risposto bombardando una base di terroristi, cosiddetti buoni, eliminando anche un numero imprecisato di agenti speciali USA, e le dichiarazioni al vetriolo di quella che i potentati internazionali vorrebbero diventasse il nuovo presidente USA, Hillary Clinton, ci rendiamo conto di quale enorme responsabilità simbolica c’è in quei 140 uomini inviati al confine tra Lettonia e Russia.
Ne sono consapevoli quei soldati? Ne è stato informato il popolo italiano? Lo hanno capito i vari Renzi, Alfano,Pinotti, Mogherini…?
E’ ora di finirla,bisogna assolutamente riprendere in mano le redini dell’Italia e salvare il salvabile. Se c’è da lottare, facciamolo, ma solo per tutelare l’interesse dell’Italia e degli Italiani.
Per ora due imperativi categorici: al referendum andiamo a votare e votiamo NO, chiediamo a viva voce il ritiro delle nostre truppe dagli scacchieri di guerra dove non è impegnato l’interesse nazionale.
Adriano Tilgher Roma 23.10.16

...IN ODORE DI BROGLI ELETTORALI









Siamo praticamente arrivati al dunque, per quanto concerne il "referendum" del 4 Dicembre 2016.
Statisticamente parlando, visto che i sondaggi piacciono tantissimo alla partitocrazia italiana, i cittadini sono ormai consapevoli della schiacciante vittoria del "No", ed é quí che sorge il problema.
Come tutti voi sapete, ad appoggiare il "Si", a favore delle Caste, delle italiche lobbie, si sono schierati personaggi e personalitá, e della politica, addirittura leader`s di varie nazioni Europee e d`oltre-oceano, e personaggi conosciutissimi del Mondo dello spettacolo e dello sport in generale.
Nel nostro primo articolo dichiaravamo senza mezzi termini di essere in "odore" di possibilissimi brogli elettorali, e gli accadimenti di questi ultimi giorni, vedi ad esempio le schede non vidimate inviate agli italiani all`estero, ci danno quasi la certezza che il tutto si compierá secondo il volere del "Vero Potere" Sovranazionale e massonico.
In gioco ci sono interessi "Milionari", non escludendo addirittura le privatizzazioni dei settori strategici per eccellenza come ad esempio il comparto energetico e quello delle risorse dell`acqua.
Nonostante le marce pacifiche e dinamiche di molti cittadini italiani, in molteplici piazze d`Italia e i numerosissimi dati che danno per vincente il "No" categorico, la partitocrazia italiana, o meglio, quella parte di partitocrazia italiana che meglio sá servire e riverire il "Vero Potere", da ancora per scontata e certa la vittoria del "Sí" assoggettandola addirittura al "Progresso" inevitabile della Nazione.
Be cari cittadini, costoro, i veri parassiti della nostra societá, sembrano volerci dire tra le righe, che noi popolo italiano possiamo credere di fare ció che vogliamo e che piú ci sembra giusto per il bene e la prosperitá della Patria, ma alla fine il "gioco" lo conducono loro, l`ultima voce in capitolo l`avranno sempre i parassiti, perché agiscono nell`ombra e con mezzi devastanti!
Ovviamente, speriamo con tutto noi stessi di esserci sbagliati, questa volta vogliamo con tutte le nostre forze aver preso un abbaglio, ormai la data é vicina e ci sará la resa dei conti.
Una cosa tra tutte rimane comunque, indipendentemente da quello che sará l`esito referendario, ma nel caso della vittoria "occulta" del "Si", noi tutti, popolo italiano, dobbiamo ritrovare nella maniera piú assoluta e categorica l`unitá politica, indissolubile, granitica, per poter dare finalmente a noi stessi e alle nostre future generazioni una Nazione capace di vivere la politica nel pieno rispetto delle regole e senza che qualcuno debba pensare che chi agisce all`interno delle Istituzioni dello Stato, lo stia facendo per subdolo interesse personale e non generale.

martedì 29 novembre 2016

Robot al posto dell’uomo. Tra dramma e speranza,.








Robot al posto dell’uomo. Tra dramma e speranza,.

La notizia non è nuova, e purtroppo non conquista le prime pagine dei giornali: i robot, tra meno di cinque anni, costeranno meno di un lavoratore “umano”. Secondo uno studio molto attendibile, un robot costa oggi mediamente ad un’impresa tra i 18 e i 20 euro orari, contro i 15 di un operatore in carne ed ossa, ma già entro il 2020 il costo per unità dei robot applicati alla logistica  sarà di 100.000 euro, il che, rapportato ad ore di lavoro, corrisponde ad un costo di soli 10 euro, contro  i 19 dell’uomo.  Il mercato dell’automazione, dunque, subirà un ulteriore balzo, oltre al già ragguardevole + 27% realizzato dal 2014. La previsione, per l’Europa, è di un mercato da 40 miliardi di euro l’anno prossimo, con l’ovvia irruzione del capitale di rischio nell’avventura robotica e cibernetica. Crescono anche i presidi chirurgici robotici, mentre in Cina la Foxconn, il gigante che produce gli i-phone, ha già acquistato un milione di robot, che affiancano un analogo numero di operai, e stanno iniziando a sostituirli. La previsione iniziale è la perdita di un milione e mezzo di impieghi in Europa nella sola logistica, ma il problema strutturale è che il lavoro umano verrà reso obsoleto come tale , senza alternative. La velocità e l’ampiezza del fenomeno è, e più ancora sarà senza precedenti storici. Alcuni ipotizzano che oltre il 40 per cento dei lavori attualmente esistenti negli Usa corra un alto rischio di sostituzione robotica, mentre per un altro 20 % il rischio sarebbe medio.  Al di là della precisione predittiva dei cosiddetti esperti, tuttavia, il fatto è immenso, e necessita di essere analizzato nelle sue ricadute sociali, economiche, territoriali, antropologiche, addirittura esistenziali, al fine di predisporre dei paracadute , organizzare contromisure, riorientare la vita degli uomini. Questo, infine, è politica. Il resto è aritmetica, o, al più, amministrazione. Secondo la teoria classica, il lavoro è (era) uno dei tre fattori fondamentali della produzione, con il capitale e la terra, dunque una fonte di ricchezza. Successivamente , si è trasformato in costo, componente del conto economico e non dello stato patrimoniale. Dunque, qualcosa che va ridotto, limitato , risparmiato. Da oggi, siamo oltre: se ne può fare a meno. Il primo pensatore a prendere atto della nuova realtà è stato probabilmente Jeremy Rifkin, con il suo “La fine del lavoro”, che è del 1995, pur se già Joseph Schumpeter aveva osservato come il fenomeno della mancanza di lavoro fosse un prodotto dell’industrializzazione, e quindi, della progressiva tecnologizzazione degli apparati produttivi.  La disoccupazione è un fenomeno moderno, eccetto che per situazioni determinate da catastrofi naturali  o epidemie nelle epoche preindustriali. Un economista come Larry Summers ha tentato di disegnare lo sfondo di un’ estesa e persistente disoccupazione  da tecnologia in uno scenario di stagnazione secolare, ma l’analisi economica, per quanto seria e bene intenzionata, non è sufficiente . Rifkin, che nella Fine del lavoro fu il primo ad esaminare i risvolti del problema da un punto di vista interdisciplinare, nel suo recente “La società a costo marginale zero” fornisce un interessante arsenale di concetti, oltreché una messe di dati interessanti. Innanzitutto, dimostra che l’innovazione tecnologica  ha bruciato molti più posti di lavoro della delocalizzazione degli impianti. Poi certifica un altro dato : nel periodo preso in esame, otto anni all’inizio del millennio, l’industria mondiale ha 22 milioni di addetti in meno, ma ha aumentato la produttività del 30 per cento. Il dato comprende anche la Cina, il cui boom manifatturiero è stato largamente potenziato dall’informatica e dalla robotica.  Negli USA, in cui la produzione industriale è in ripresa, non lo è affatto l’occupazione. Ma il lavoro è stato sempre considerato dall’economia politica ( pensiamo a Friedrich List) come un capitale sociale , dunque una società senza lavoro è un mondo in perdita. La distruzione accelerata di professionalità, conoscenze, cultura materiale e tecnica è un esito drammatico, che va evitato ad ogni costo. E’ proprio Rifkin ha fornire una prima chiave di lettura, insistendo sulla necessità di accumulare nuovo capitale sociale sotto forma di formazione  e di autoproduzione. In questo sembra di riconoscere il lato più convincente di talune tesi “decresciste”, come quelle del professor Pallante ( distinzione tra beni e merci, recupero e riuso , capacità di autoprodurre ). Tuttavia, è senz’altro da respingere il suo ottimismo circa il carattere liberatorio della fine, o della rarefazione del lavoro. L’economia di mercato, infatti, fattasi società di mercato e creatrice di diritto positivo e coercitivo, non ha alcuna intenzione di dividere i suoi profitti con alcuno, tantomeno di organizzare una vita sociale che tenga conto delle nuove condizioni della merce-lavoro, anzi della merce-uomo. Del resto, se le innovazioni tecnologiche saranno in grado, come sembra certo, di sostituire l’obsoleto, poco produttivo e recalcitrante fattore umano non solo nella manifattura, ma anche nei servizi avanzati e persino in quelli alla persona, nonché nell’industria culturale e dell’intrattenimento, il vero problema dei detentori delle macchine e dei proprietari dei nuovi know-how sarà quello di trovare sbocchi di mercato in parti del pianeta dove esista ancora il lavoro pagato , i cui redditi possano alimentare il consumo. Sono davvero lontani i tempi di Henry Ford e della politica degli alti salari, volti alla generalizzazione dei consumi, tanto più in un momento storico in cui la stessa industria automobilistica, storico simbolo di innovazione quanto di occupazione , sta lavorando alla realizzazione dell’auto senza conduttore. Il progetto relativo è condiviso da Fiat Chrysler, dal colosso multinazionale del “car sharing” Uber ( in orbita saudita), criptica espressione che significa taxi “alternativi”, e, cosa assai significativa , dal gigante del commercio elettronico Amazon e da Google.  Siamo dunque entrati in uno di quelle fasi della vita economica che si definiscono tornanti della storia, e, se aveva ragione Einstein ad affermare che occorre un nuovo modo di pensare per risolvere problemi nuovi, deve mutare il paradigma corrente. Tornare ai principi, tornare alla persona, restituire al mercato il suo ruolo di strumento al servizio dell’uomo. Sarà durissima, ma non esistono scorciatoie. In un mondo dove milioni di esseri umani saranno sostituiti nelle loro funzioni da apparati informatici, la strada obbligata è il recupero dello spazio pubblico e comunitario, anche nella sua aspetto di potere. C’è bisogno dello Stato, con le sue articolazioni, e va ridisegnato anche il principio di sussidiarietà, in senso verticale, poiché è lo Stato stesso che deve riassumere iniziative in campo economico, a tutela della coesione sociale e della sua stessa permanenza come istituzione. La quarta rivoluzione industriale, che è in pieno svolgimento, si avvia a liquidare il lavoro salariato nelle industrie e nei servizi, oltre al lavoro professionale in molti altri ambiti , anche di elevata qualificazione: si è rotto il legame tra produttività ed occupazione. Debole , ancorché suggestiva, appare la proposta di incrementare i cosiddetti prosumers, ovvero i produttori consumatori che potranno fare da sé, proprio attraverso la generalizzazione delle tecnologie cibernetiche e robotiche , le merci che consumeranno. Tuttavia, applicando le vecchie acquisizioni del marginalismo di Jevons e Marshall, se il costo marginale dei prodotti si avvicinerà allo zero, anche l’impresa tradizionale dovrà cambiare profondamente. Forse reggeranno solo le imprese cooperative, nella più vasta accezione del termine, ed il mercato restringerà il proprio raggio d’azione. Forse, giacché l’economia di mercato ci ha abituato alla sua enorme capacità rigenerativa , mimetica ed adattiva. La speranza ( e probabilmente la necessità) è che nasca un’economia policentrica, condivisa, nel senso della ripresa di iniziativa delle pubbliche istituzioni e di tutti noi, proprietari , difensori e utilizzatori dei beni comuni. Un piccolo esempio è la fiorente economia generata dalla custodia ed utilizzo delle risorse forestali in Val di Fiemme , affidata alle comunità locali che ne traggono benessere economico, gestione attiva del territorio, conservazione e rilancio di attività e conoscenza antiche, rielaborate con tecniche e strumenti contemporanei.  Il lavoro, dunque, torna ad essere ricchezza per l’intera comunità, a patto di considerarlo, finalmente, per quello che è, una risorsa preziosa. Il giornalista economico Giorgio Arfaras ha indicato recentemente, in un articolo su La Stampa, una ulteriore, grande questione, ovvero quella della distruzione non più di impieghi operai, come nelle fasi precedenti dell’economia industriale, ma di innumerevoli  professioni impiegatizie e dei servizi: turismo, credito, assicurazioni, presto anche il settore pubblico. Per parafrasare Karl Polanyi, un nuovo , decisivo capitolo della “Grande Trasformazione”. Arfaras, uomo del liberismo globale, teme “ la soluzione più semplice, quella di erigere muri o tornare al protezionismo”. Non si chiede affatto quale ruolo – o sacrificio- debba essere attribuito ai grandi gruppi economici, prigioniero della bibbia liberale internazionalista di cui è stipendiato corista. Indubbiamente, se duramente colpiti , ceti importanti, oggi schierati con l’universo liberale, potrebbero ritirare il loro appoggio – od acquiescenza – al sistema vigente , ma la domanda è quella accennata all’inizio: chi mai comprerà i prodotti realizzati nell’industria robotizzata ? Il mercatismo terminale, aggrappato al dogma della scarsità monetaria, felice del “dumping” salariale , in brodo di giuggiole per la possibilità di scacciare da fabbriche ed uffici gli umani non più ricollocabili, continuerà a soffocare la domanda aggregata, cioè i consumi , di beni e servizi. Continuerà a segare l’albero su cui prospera alle spalle di miliardi di persone. Vorrà cambiare ? In attesa della risposta, che arriverà comunque in ritardo sui tempi della vita, occorrerà immaginare, e realizzare, forme di redistribuzione della proprietà e del reddito. Ritornano nell’agenda del possibile i principi della partecipazione alla proprietà industriale , nella forma della “public company”, dell’autogestione, dell’impresa cooperativa, della comproprietà, della stessa cogestione, negati i quali si rifaranno avanti forme nuove di collettivismo , rimedio peggiore del male, che già echeggiano nelle tesi di Toni Negri e Michael Hardt  ( Moltitudine) o in alcuni passi dell’economista à la page Thomas Piketty. Viene in mente il distributismo di uno scrittore come Gilbert Chesterton, la stessa dottrina sociale abbandonata dal mondo cattolico in favore del salto nel buio in salsa sudamericana del gesuita Bergoglio, e naturalmente l’ idea socializzatrice dell’ultimo fascismo. Per allargare gli orizzonti, potremmo citare Piotr Stolypin. Il grande ministro ed economista russo ucciso da un estremista ebreo prima della Rivoluzione, ispiratore di Putin, e persino Muhammad Yunus, per l’idea e la struttura organizzativa del microcredito a favore degli aspiranti nuovi proprietari investitori. Comunitarismo, patriottismo sociale, l’automazione come opportunità per trasformare i complessi produttivi in grandi ambiti di comproprietà per persone fisiche, comunità locali, libere associazioni. Condividere, diffondendo al massimo la proprietà, che significa responsabilità, decisione, partecipazione alla “polis”. Naturalmente, non potranno che essere sperimentate forme di reddito sociale o di cittadinanza, e di credito sociale. La premessa, tuttavia, e dovrà essere la grande battaglia da attivare fin da oggi, è quella del ripristino della sovranità economica e monetaria dello Stato. Moneta legale e moneta bancaria devono essere espressione delle comunità nazionali, con il pieno controllo politico del popolo, attraverso il governo e specifici organi di sorveglianza. La moneta è il sangue dell’economia: nessuno può immaginare che il proprio sangue sia controllato da un estraneo, e che questi ne rivendichi, codici alla mano, la proprietà. Le idee in materia sono molte, gli studiosi fuori dal coro stanno diventando numerosi. Il dibattito va aperto e non deve essere svilito da reciproche ostilità, scomuniche o settarismi. I cardini non possono che essere l’emissione monetaria pubblica, la diffusione della proprietà privata ( fondiaria, immobiliare, dei “mezzi di produzione”), la definizione prima  , la difesa poi dei beni comuni e di quelle attività ( energia, credito, sanità, reti informatiche e di comunicazione) il cui controllo deve rimanere pubblico, il ripristino di un mercato aperto nemico dei monopoli, l’istituzione di un ragionevole spazio di assistenza per chi ha più bisogno. Se non ora, quando ?
ROBERTO PECCHIOLI




sabato 26 novembre 2016

Spesa alimentare crolla del 28,9%, aumentano rischi per la salute





Spesa alimentare crolla del 28,9%, aumentano rischi per la salute




Godiamo dei piaceri della tavola? Sì, ma non è possibile per tutti allo stesso modo! È quanto emerge dall’ultimo rapporto del Censis in cui si evidenzia quanto sia ampio il food social gap, cioè la differenza economico-sociale del cibo, tra le famiglie a basso reddito e quelle benestanti. Nel periodo 2007-2015 la spesa alimentare è diminuita in media del 12,2%, ma nelle famiglie operaie è crollata del 19,4% e in quelle con a capo un disoccupato del 28,9%. Non solo meno carne ma anche meno pesce, frutta e verdura. Così aumentano i rischi per la salute degli italiani, infatti è di recente rilevazione statistica che più diminuisce la spesa di qualità, più aumenta il grado di obesità che varia dal quasi 50% del Sud al 46% in Centro Italia e al 45% nel Nord. Il consumo di 79 kg pro-capite annui complessive di carni (bovino, suino, avicolo, ovino) portano noi italiani al terz’ultimo posto in Europa, dopo danesi (109,8 kg), portoghesi (101 kg), spagnoli (99,5 kg), francesi (85,8 kg) e tedeschi (86 kg). Il minor consumo di carni si rivela ancora una volta termometro di benessere come negli anni del boom economico del dopoguerra quando il consumo di carne simboleggiava il raggiunto status di benestante. La riduzione di alimenti importanti riguarda anche il pesce, la frutta e la verdura. Diminuendo gli alimenti di pregio, base della buona dieta italiana, e sostituendoli con prodotti integrativi a basso contenuto nutrizionale, si generano nuovi rischi per la salute. L’utilizzo di proteine nobili nel periodo che va dagli Anni 60 ai nostri giorni ha permesso due capisaldi scientifici incontrastabili: una maggiore crescita in altezza dei nostri giovani e una maggiore longevità nei nostri anziani.(…)
Leggi tutto su sociale.corriere.it

NOSTALGIA DELL`AVVENIRE!














Dasein - Esserci. (Qualcuno spenga la Fiamma)

Il 26 dicembre 1946, un ristretto gruppo di persone, quasi tutti reduci della Repubblica Sociale Italiana, fondava il Movimento Sociale Italiano. In questi mesi, in occasione dei 70 anni da quella data, è aperta a Roma una mostra sulla vicenda storica, politica ed umana della comunità che si è riconosciuta nel simbolo della Fiamma Tricolore. Inevitabilmente, si è riacceso il dibattito sul ruolo di quel movimento e sulle prospettive presenti e future della cosiddetta destra italiana. Quattro anni fa, proprio nel giorno dei defunti, moriva ad 86 anni Pino Rauti...Il giorno dopo…il vignettista Alfio Krancic.. pubblicò una vignetta bellissima e definitiva. Con alle spalle una grande Fiamma tricolore, Pino Rauti si avviava all’uscita dicendo “qualcuno spenga la fiamma”.....Lasciamola spegnere... Leggi tutto: Dasein - Esserci. (Qualcuno spenga la Fiamma)

Pistoia Inaugurazione sede di SOS Italiani.









Pistoia Inaugurazione sede di SOS Italiani.

Nella giornata di sabato 24 settembre, è stata inaugurata in via Alberghi 44 - Castellare di Pescia, la sede provinciale di Pistoia, di SOS Italiani. Associazione di Promozione Sociale nata da poco ma che ha già sue basi operative a Napoli, Caserta, Latina, Venezia, il cui scopo è quello di aiutare le famiglie italiane in difficoltà... famiglie che sono vittime delle scellerate politiche degli ultimi anni. Parte da Pistoia, anche la struttura Toscana, che vedrà presto aprire sezioni a Firenze, Lucca, ed Arezzo. Per l'occasione dell'inaugurazione sono stati presenti: il Presidente di SOS Italiani Stravolo Arturo, il coordinatore regionale Consuelo Corti, il Parroco della Chiesa "S. Maria Assunta" di Castellare di Pescia che ha dato la sua benedizione, e tante altre persone, che hanno voluto fare da testimoni ad un'iniziativa di aiuto concreto, sganciata da favoritismi o appartenenze partitiche. Durante l'inaugurazione, sono stati preparati e consegnati anche pacchi di generi alimentari e beni di prima necessità, per 23 famiglie. Da parte della dirigenza toscana del Fronte Nazionale non possiamo che augurare a questa ed altre associazioni sparse sul territorio un buon lavoro.  

venerdì 18 novembre 2016

O Noi - O Loro!







...individuare politicamente, ideologicamente, le differenze sostanziali tra il centro-destra ed il centro sinistra é davvero un compito molto arduo. Liberali e Liberisti sia gli uni che gli altri, assuefatti fino al midollo dal sistema capitalistico-occidentale ambe le parti, accettazione passiva del sistema di cose presenti all`interno del territorio dello Stato, nemmeno a dire, antrambi i "poli", concordi, quindi?
Nulla, il vuoto pneumatico generale, e nelle politiche atte a riformare in positivo la societá nel suo insieme, e assoluta inettitudine nel procedere verso cambiamenti sostanziali in ambito economico e finanziario.

L`Italia a causa loro sta lentamente "morendo".

La partitocrazia italiana non ha nulla da dare alla Nazione, é ormai da decenni che svolge un compito, in ambito politico-istituzionale, che non ha nulla a che fare con ció che possiamo ritenere utile per il bene e la prosperitá della Patria e del Popolo Italiano.
In questi ultimi anni poi, per assurdo, hanno messo in atto delle vere e proprie, anzi, inaudite, contro-Riforme Sociali, le quali hanno riportato l`Italia indietro di Secoli rispetto le altre Nazioni del Mondo, in tutti gli ambiti di qualsivoglia ordine e grado, di qualsivoglia ambito e loro, "Parassiti" della nostra "Terra", delle nostre "genti", continuano imperterriti, credendo di essere anche furbi, a chiamare le loro porcate "A-politiche" come vere e proprie "Riforme".

La partitocrazia Italiana, classista, lobbistica e massonica, se non verrá fermata urgentemente, quindi debellata dalla scena politica nazionale, trasformerá la Patria in una vera e propria terra senza "Dio"!

Non abbiamo bisogno di elencare qui tutte le azioni scellerate e criminali attuate da questa "Casta" di traditori, poiché siamo arrivati ad un punto, nel quale, non c´é un settore, un ambito, un luogo, una struttura, una qualsiasi cosa facente parte l`organigramma fondamentale della nazione, che costoro con la loro ignoranza e la loro meschinitá non abbiano intaccato ed attaccato volutamente per compiacere i detentori del "Vero Potere".

La lotta Politica si fa ardua e radicale! Unica nostra possibilitá concreta ed oggettiva per ristabilire l`Ordine naturale delle cose, é quello di ritrovare noi, innanzitutto, l`Unitá politico-movimentistica, dimostrando una volta per tutte a questi viscidi parassiti che hanno fatto male, molto male, i conti da traditori, quello che sono e che molto presto converrá loro di farsi i bagagli e di partire senza nemmeno doversi voltare e guardarsi le spalle...

Non c´é piú tempo! O Noi - O Loro!

mercoledì 16 novembre 2016

COMUNICAZIONE





Comunicazione:


Fino al 28 di Novembre, la democraticissima Facebook ci ha tolto la possibilitá di postare e condividere documenti e/o Informazioni.

Chiediamo dunque, a tutti i nostri sostenitori, "Soldati Politici", "Liberi Legionari"
di avere pazienza.
Ci scusiamo per l`incoveniente, ma si sá, quando un Movimento e/o Partito Politico NazionalRivoluzionario comincia ad essere in ascesa o comunque seguito da moltissimi cittadini, facebook e chi per esso fanno di tutto per mettergli i bastoni tra le ruote.

In ogni caso noi "Nazionaldemocratico-Socialisti Italiani" siamo sempre presenti, malgrado loro.


Italiani!
...Avanti!
...Oltre!

lunedì 14 novembre 2016

ATTENZIONE! ATTENZIONE! AVVISO SALVA VITA. I VOSTRI RISPARMI AL MACELLO.













...tratto dal "Blog" del "Libero-Giornalista", Paolo Barnard.



AVVISO SALVA VITA. I VOSTRI RISPARMI AL MACELLO.
Totti 
Avete presente quando comprate un pomodoro? A voi sembra semplice, ma quello che nessuno vi racconta è l’immensa catena di eventi che stanno dietro a quel semplice pomodoro prima che arrivi sul banco del negozio. Lo stesso vale per i vostri risparmi.
Esempio: il signor Gino ha 60.000 euro da investire, i suoi risparmi di vita, destinati alla vecchiaia e poi magari alla figlia. Cosa fa? Chiama un promotore finanziario, si fa consigliare, e li mette da qualche parte. Cioè li investe. Può investirli al ‘sicuro’, o in prodotti finanziari più rischiosi, o ancora rischiare tanto. Cavoli suoi. Se il promotore non è un pezzo di m… (finisce per feci), cosa che non è rara, lo consiglia bene. Ma quello che il signor Gino non conosce, è appunto l’immenso mondo, di una complicazione galattica, che sta dietro a quel pezzetto di carta che ha firmato, dietro alla banca italiana cui appartiene ecc. 
Lui non immagina che la sua banca di San Benedetto del Tronto è collegata a doppio filo con tutto il sistema bancario italiano, con quello europeo, con quello mondiale, con gli Hedge Funds del Pianeta, con le Borse, con i Capital Markets, con i Mutual Funds di almeno 70 nazioni, con gli algoritmi del Trading istantaneo, con le lobby finanziarie, con le Banche Centrali di 4 Paesi. E non sa che una crepa dentro a ciascuno di questi macro sistemi parte da 8 mila km di distanza e gli arriva dritta in testa come un’ascia a San Benedetto del Tronto. 
Questo Gino non lo sa e mai il promotore glielo dice. Ma Gino DEVE SAPERE, sono i risparmi di tutta la sua vita, non balle.
E allora Gino deve leggere me, l’unico che ste cose le racconta alla gggènte con linguaggio comprensibile. Ma Gino non mi conosce, e neppure se ne frega un cazzo. Si faccia il segno della croce, perché quello che sta accadendo al mondo dei risparmi è sufficiente a togliere il sonno a un cobra. Sotto vi metto un ‘live’ che fa spavento, ma prima l’essenziale.
Il mondo del risparmio più frequente comprende i cosiddetti Fondi Comuni. Bè, oggi sono nella m… (finisce sempre per feci). Ma tanto. Cosa è successo? E’ successo che mentre Travaglio vi dice che siete a rischio di vita se passa un referendum su un Parlamento e Costituzione già morti e decomposti da anni, le maggiori Banche Centrali del mondo hanno portato avanti la loro ideologia da manicomio criminale e hanno ridotto i tassi d’interesse vicini allo zero, o addirittura sotto lo zero, in Europa e Giappone. Poi hanno comprato anche titoli aziendali e altri prodotti finanziari, e questo ha illuso la gente che valgano molto per cui tutti si sono buttati a investire lì. Anche i Gino vari, spesso.
Questo ha causato due fenomeni aberranti:  1) il classico investimento in Titoli di Stato rende oggi un nulla, zero. In parole povere, caro Gino, la tua pensione integrativa o il tuo Fondo non ti rendono un cazzo oggi se hai investito ‘sicuro’, cioè in Titoli di Stato. 2) i colossi dell’investimento si sono rotti i coglioni di non guadagnarci più nulla in sti Fondi Comuni, e ora stanno spostando migliaia di miliardi via dai Fondi e su altri investimenti, come le Borse e in quei titoli aziendali. Ecco il risultato: i Fondi Comuni di quasi tutto il mondo tremano, le Borse e i titoli aziendali invece si sono gonfiate a dismisura, ma talmente tanto che è matematicamente certo che esploderanno in un macello indicibile. Hey Gino, hai investito anche in Borsa e in titoli aziendali? Auguri.
Ma le rogne per i Fondi Comuni non finiscono qui, Gino. Ne arriva un’altra.
C’è un tizio che è forse il più bravo ed esperto investitore della Storia, si chiama Bill Gross, era a capo di PIMCO, che era il più grande gestore di Titoli di Stato al mondo, e oggi sta col Fondo Comune chiamato Janus. Ha un patrimonio personale di 2 miliardi di dollari. Ricordate sempre che ciò che succede a sti colossi, casca a pioggia per tutta la catena fino allo sfigato di San Benedetto del Tronto. Ok.
Gross ora si trova a vedere che i mega investitori se ne stanno fuggendo dal suo fondo per cercare investimenti dove, non solo i tassi d’interesse siano superiori, ma dove i costi fissi per chi investe siano inferiori. Il fenomeno si chiama “Cost Migration”. Ma Gino deve sapere che i costi fissi sono di gran lunga il maggior guadagno per i Fondi Comuni, e quando gente come Gross si vede costretta ad abbassarli tantissimo per fermare la fuga degli investitori, succede che i Fondi Comuni tremano. E inizia a tremare Gino.
La stessa cosa sta accadendo a un altro gigante mondiale, BlackRock, quello che garantisce alcuni investimenti alle Poste italiane. Su Bloomberg l’altro giorno c’era scritto “BalckRock sta CANNIBALIZZANDO i suoi affari pur di star dietro alla fuga degli investitori”. E continua a tremare Gino.
Ma c’è ancora di peggio.
Ho detto prima che le politiche da manicomio criminale della BCE di Draghi e di altre Banche Centrali hanno ammazzato il rendimento dei Titoli di Stato e di altri prodotti, ma soprattutto hanno spinto orde fameliche di mega investitori a buttar soldi sulle Borse, sugli ABS, e anche sui titoli aziendali. Questo ha fatto sì che il valore reale di azioni, ABS, titoli aziendali si sia deformato come un pallone gonfiato dieci volte il normale. Da un secondo all’altro tutto questo fa BOOOOOOOM! Ma Gino magari ha messo i suoi 4 soldi anche lì, magari sperando di guadagnarci un po’. Magari oggi ci ha guadagnato e si sente un figo. Cazzi suoi.
Ed eccoci a quel peggio che ho annunciato e che il promotore del signor Gino mai e poi mai gli dirà. Oggi gli squali della finanza del mondo si sussurrano sempre più nell’orecchio che, visto tutto quanto detto prima, la cosa più sicura è mettere i soldi SOTTO AL MATERASSO… no! non è una battuta, parole vere. Gross di nuovo: “So che i miei investitori vogliono un rendimento del 3, 4 o 5%, altrimenti si ficcheranno i soldi sotto il materasso”. 
Gino, se lo fanno investitori che maneggiano miliardi ogni mattina su tutto il globo è bene che ti dai una svegliata. E invece i Gino d’Italia, bé essendo Italians, sapete cosa stanno facendo in massa? Stanno investendo in…? in…? Fondi Comuni!
Ok. Quanto segue è un mio scambio recentissimo su Whapp con un promotore finanziario di una della maggiori banche d’Italia. Prendete un calmante e leggete:
PB: Senti L., inizia a cercare lavoro, fai un piano B. Sentita la news di oggi? Mega outflow di active investment e mega cost migration dai Fondi Comuni nel mondo. Tu hai figli, pensaci.
L.: Cosa vuoi che faccia? Lo so, cazzo, io me la cavo perché so fare anche lavori manuali.
PB: Non dico che a Pasqua sei sul lastrico, ma quando i tuoi figli sono alle medie tu e i tuoi colleghi sarete alla Caritas. Piano B, fidati.
L.: Con sta politica dei tassi a zero tutto il mio settore è impazzito, è stato devastato. Ne vedremo delle belle… Io spero che sto sistema fallisca, e che la gente impari cos’è la VERA consulenza, dove quelli come me diventano commercialisti della finanza… quando saranno spariti certi idioti.
PB: Gross lo sta dicendo dietro le quinte “Soldi sotto il materasso”… 
L.: Già, coi tassi a zero, oro alle stelle e Borse impazzite, dove li metteranno i soldi i risparmiatori? (perché oro e Borse crolleranno, nda). Questo è un bel casino Paolo…
Ok, questo è quanto. E ripeto la ricetta salva vite della Mosler Economics che io portavo in Italia e in Tv: “Il sistema finanziario va eliminato, sono più guai di quanto valga”. E SI PUO’ FARE CON MONETA SOVRANA, CIOE’ FUORI DALL’EURO.